domenica 11 novembre 2018

La Rivelazione dell'Amore

Possiamo descriverlo come sentimento or decisione, oppure possiamo vederlo nelle persone quando si prendono cura di altre persone e di animali. Una dei capitoli più famosi della Bibbia parla dell'amore: il brano in questione si trova in I Corinzi 13, e ci fornisce dei parametri per capire se abbiamo amore nei nostri cuori oppure no.

L'amore è ...

Moltissime canzoni e poesie hanno fornito descrizioni del sentimento più bello e struggente dell'esperienza umana. L'Apostolo Paolo, nella sua prima epistola ai Corinzi, ci regala un' elenco di qualità e atteggiamenti che sono presente quando si ama. Questo è il primo di una serie di articoli in cui cercherò di esaminare più da vicino quello che viene presentata anche come la natura del nostro Dio.

In primo luogo, vediamo che il brano ci presenta con elementi positivi e negativi: l'amore è in un modo ma non in un altro. Sviscerare le differenze ci aiuterà a capire come amare meglio il prossimo e noi stessi. In questo post, esamineremo il versetto 4.

 

4L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, 5non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, 6non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; 7soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

Cinque qualità vengono evidenziati nel versetto 4: due in senso positivo e le rimanenti al negativo. La pazienza e la bontà sono desiderabili, mentre l'invidia, il vantarsi e il gonfiarsi sono atteggiamenti da evitare se si vuole mostrare amore. 
Trovo interessante che la pazienza è il primo elemento. Mi rivela che chi ama da spazio all'altro, guarda oltre i suoi difetti e impara ad aspettare il tempo giusto. Questo porta logicamente alla benevolenza, la buona disposizione d'animo verso una persona. Insieme, questi atteggiamenti permettono di raggiungere una conoscenza profonda dell'altro, un sentimento di fiducia e trasporto verso la persona amata (o l'amico) e una tendenza di curarsi dei suoi interessi.
Amare significa gioire dei successi del prossimo (invece di invidiarli) e desiderare il suo bene. Significa anche valutare l'altro alla pari con se stessi (quindi, non vantarsi di essere meglio dell'altro) e usare le proprie capacità e conoscenza per aiutare invece di farlo sentire inferiore o stupido. Infatti, una persona si gonfia quando si mostra più grande dell'altro - in conoscenza o importanza - e l'amore non ammette una dimostrazione simile di orgoglio.

Uno sguardo allo specchio...

In considerazione del fatto che Gesù richiama la chiesa intera all'amore (Vangelo di Giovanni, capitolo 17), come valuti il tuo modo di amare? Il tuo primo obbiettivo quando ami una persona è di essere paziente e mostrarti benevolo, di metterli al loro agio e aiutarli?
Esamineremo il versetto 5 nel prossimo post. 
A presto!

domenica 7 ottobre 2018

Cosa fa Dio quando non Lo ascolti? (2a parte)

Bloccata e in Ascolto

Il racconto di come sono rimasta senza computer e telefono è sbalorditivo, e sicuramente alcuni di voi lettori avrete dei dubbi. Vi capisco. Qualche anno fa, avrei avuto difficoltà anch'io a pensare che Dio possa bloccare una persona per farsi ascoltare.

Invece, dobbiamo solo consultare la Bibbia e leggere la storie di Giona, Gedeone e Samuele per  capire che invece è piuttosto normale che Dio mette un fermo in una situazione che non va nella direzione giusta. Mentre per Gedeone e Samuele, era una questione di orientare delle scelte, la storia di Giona ci mostra cosa fece Dio quando il profeta si rifiutò di fare andare a predicare affinché migliaia di persone potessero salvarsi.

Inghiottito per disubbidienza

In questo cortissimo libro (ci vuole circa mezz'ora per leggerlo tutto!), vediamo un profeta, Giona, che Dio chiamò e mandò a Ninive ad avvertire gli abitanti che sarebbero stati nei guai se non cambiavano il loro modo di fare (1:2). Ma il nostro profeta non ne ebbe voglia di andare a parlare con quella gente! Prese una nave e si mise in viaggio nella direzione opposta (1:3).

La reazione di Dio fu di mandare una tempesta così spaventoso che i marinai tirarono a sorte per capire chi era la causa della disgrazia. Quando Giona fu identificato come il "portatore di sventura", gli domandarono cosa avesse fatto e cosa dovevano fare loro per non morire. Andate a leggere il resto del capitolo, e vedrete che Giona gli disse di gettarlo in mare aperto, e dopo aver resistito ancora un po' (erano brave persone e non volevano uccidere nessuno, 1:14-15) lo fecero saltare nelle acque tempestose. Subito, il mare si calmò.

 A questo punto, però, il nostro profeta non si trovava dove Dio lo voleva, ed ecco che entrò in scena "un gran pesce" - ovvero, la famigerata balena di qui tutti hanno probabilmente sentito parlare. Dopo tre giorni e tre notti nella pancia del pesce, Giona pregò al Padre chiedendo perdono e promettendo che avrebbe fatto ciò che Dio gli avesse chiesto. Quando Giona riconobbe che la salvezza viene dal Signore, Dio fece in modo che il pesce lo vomitasse sulla terraferma.

Questa volte, quando Dio gli ordinò di andare a Ninive a predicare, Giona ci andò.

Un bel finale

Tornando alla mia esperienza del telefono guasto...

Per circa una settimana, ho pregato e ho letto mentre mi riposavo e mi disintossicavo dalla sindrome da tecnologia. Oltre alla Bibbia, avevo sotto mano solo un libro sulla lode, quindi ho cominciato da li, e piano, piano ho cominciato ad imparare di nuovo. Finalmente, ho sentito una risposta.

"Consacrazione" era la prima parola che mi ha rivolto. "Fai tutte le cose nuove" era la seconda.

Può sembrare inutile mettere la consacrazione prima (se non hai dimestichezza con le modalità di Dio) ma il nostro Creatore vuole che noi manteniamo un rapporto con lui. Non gli interessa che seguiamo delle regole e basta. Se noi non cerchiamo di sentire la sua voce, lui si rattrista perché riduciamo l'interazione ad una specie di lista da spuntare.

Dopo che ho capito, e ho deciso di dedicare più tempo alla lettura, la preghiera e la scrittura, i miei oggetti tecnologici si sono ripresi, ad uno ad uno.

Ho smontato la batteria del telefono, l'ho rimontato e messo a caricare. Si è acceso, e sono entrata con il PIN originale! Vi ricordo che avevo usato il codice PUK più volte per resettare il PIN, quindi non doveva essere possibile. Ho messo a caricare il computer e non ho più avuto problemi. La connessione Internet si è aggiornata, e siamo stati attenti a non superare i limiti.

Tuttora, continuo a curare il mio rapporto con Dio. La differenza principale è che ora me ne accorgo quando vuole dirmi qualcosa, e sto attenta a non sovraccaricarmi. Di conseguenza, ho anche una qualità di vita migliore.

lunedì 1 ottobre 2018

Diventare Seguace di Gesù

Quando decidi di accettare Gesù come il tuo Signore e Salvatore, occorre formalizzarlo con una preghiera particolare perché in quel momento, stai mettendo una pietra miliare nella tua vita. Dio vede il tuo cuore, ma è importante anche per lui creare un momento speciale per te, un ricordo che non dimenticherai mai, che segna la decisione più importante della tua vita.

Si sente parlare di una "preghiera del peccatore", che non è un testo biblico bensì una serie di affermazioni e richieste che ci allinea con Dio, in cui il credente nuovo chiede perdono mentre si sottomette volontariamente alla guida divina. Non è una formula magica: è una proclamazione che si fa oralmente per affermare da che parte hai deciso di stare.

La preghiera del peccatore contiene sei punti chiavi: una confessione di peccato, la richiesta di perdono, una confessione di fede in Gesù come Figlio di Dio e unico Salvatore, la tua decisione di abbandonare la vecchia vita per seguire Dio, una richiesta a Gesù a mandare lo Spirito Santo ad abitare dentro di te per aiutarti e il ringraziamento al Padre che tu, ora, sei suo figlio.

Se tu stai leggendo questo post perché desideri sapere come essere sicuro della tua salvezza, ti incoraggio a pronunciare la preghiera scritto qui oppure di usare le tue parole, facendo attenzione di fare i passi elencati sopra.

    Padre, so di aver trasgredito alle tue leggi e il mio peccato mi ha separato da te. Mi pento ora dei miei peccati, e ora voglio abbandonare la vita passata per dirigermi a te. Credo che tuo figlio, Gesù Cristo morì per i miei peccati, risorse dalla morte, vive e sente la mia preghiera. Ti invoco, Gesù, a diventare il Signore della mia vita, a governare e regnare il mio cuore da ora in avanti. Ti prego, invia il tuo Spirito Santo per aiutarmi a vivere nella tua grazia, e dedico il resto della mia vita alla Tua volontà. Ti ringrazio che tu mi accetti e mi ami. Prego nel nome di Gesù, Amen
Ora, renditi conto che sei salvato perché credi. Non devi fare, e non potresti fare, niente di più per essere salvato. La salvezza è per grazia, perché nessuno di noi la merita, e non possiamo fare nulla per guadagnarcela. E' un dono di Dio.

Quando crediamo di essere salvati, viviamo di conseguenza. Se non frequenti già una chiesa, ora dovresti trovare una comunità che ti può sostenere e insegnare. Lasciami un commento se hai bisogno di trovare una chiesa. Farò il possibile di aiutarti.

Benvenuto nella famiglia di Dio!


sabato 15 settembre 2018

Invece di Maledire

Purtroppo, è la natura umana. Quando succede una disgrazia, di solito le persone pronunciano una maledizione. Quando subiamo un torto, una persona ci prende in giro, e non perdiamo tempo a parlare male del colpevole di turno.

Infatti, "maledire" vuole dire proprio "parlare male". Ma noi siamo cristiani - seguaci di Gesù, colui che, invece di maledire i soldati romani, Ponzio Pilato o i capi religiosi ebrei quando lo hanno crocifisso, ha pronunciato parole di perdono.

Secondo la Bibbia, Gesù ha chiesto al Padre di "perdonare loro perché non sanno quel che fanno".

In Romani 12:14, Paolo ha scritto "Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite." In altre parole, non dire male di loro, non augurargli nulla di nefasto, non pronunciare parole sconvenienti che riguardino le loro famiglie. Abbi il buon senso di pregare per coloro che ti hanno preso in giro. 

Facile, no?

Una Sfida Nuova

Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare, e pregate il SIGNORE per essa; poiché dal bene di questa dipende il vostro bene". Geremia 29:7

La nazione di Israele fu deportato e al tempo del profeta Geremia, visse lontano dalla sua terra. Dio gli diede questo comandamento: dovevano cercare il bene del luogo dove vivevano. 


Prima ancora, attraverso il Re Davide, Dio gli diede lo stesso comandamento rispetto alla terra di Israele. 

Confida nel SIGNORE e fa' il bene;abita il paese e pratica la fedeltà.            Salmo 37:3

Oggi, Dio ci sta dicendo di pregare per la nostra nazione: l'Italia ha un governo pessimo, delle infrastrutture pericolosi, e una fama internazionale per la sua storia di criminalità organizzata. Non c'è lavoro, non c'è rispetto per le tradizioni, e tutti fanno gli affari loro senza rendersi conto che bisogna difendere la collettività.

Se non prego io, e non preghi tu, e non pregano neanche "loro", chi si prende la responsabilità davanti al mondo (e davanti a Dio) di interpellare Dio? Noi seguaci di Cristo dobbiamo occupare quel posto, metterci sul muro proprio dove si è formato la breccia, e chiedere a Dio di risanare il nostro paese.

Salmi 106:23 ci ricorda che:

"Egli parlò di sterminarli;
tuttavia Mosè, suo eletto, stette sulla breccia davanti a lui
per impedire all'ira sua di distruggerli."

Una breccia è letteralmente un'apertura nella mura di cinta che mette in pericolo il popolo. Ci sono tantissimi brecce nella società moderna, e sta ai figli di Dio ad occuparsene. Come si fa a "stare sulla breccia"?

Intercessione

Mosè, nel brano citato, pregava per il popolo. In Esodo 32, Mosè salì sulla montagna per incontrare Dio (e ricevere le tavole della legge) ma dopo diversi giorni, il popolo si stancò di aspettare e chiese ad Aronne di fargli un dio da adorare. Quando Mosè tornò, dopo 40 giorni, li trovò in questa situazione. Dio era pronto per distruggerli, ma Mosè si mise di mezzo - sulla breccia - chiedendogli di non farlo e Dio li lascio in vita.

Quanto bene potremo fare se invece di maledire e imprecare, intercedessimo per il nostro paese?
Dopotutto, a Dio non fa piacere vedere il mondo in questo stato.

Riferimenti:
Esodo 32
Salmi 37, 106
Geremia 29:7
Romani 12:14

domenica 22 luglio 2018

Cosa fa Dio quando non Lo ascolti? (1a parte)

All'inizio di luglio (2017), il mio computer nuovo ha smesso di funzionare. L'avevo comprato a marzo, e stava semplicemente aggiornando Windows, ma improvvisamente ho notato che lo schermo era nero.

E le lucette della batteria erano spente.

Ho provato a riaccenderlo, ma niente da fare. Era morto.

La cosa più irritante era che il mio computer precedente si era rotto a gennaio.

In preda ad un attacco di nervi, ho chiamato un'amica per chiedere preghiera (e lamentarmi). Non solo mi è stata a sentire, mi ha anche prestato il suo computer di scorta. Poi, per tutto il mese, oltre al mio lavoro, ho gestito una serie di situazioni impegnative: sistemare la casa per la mia partenza, curare la casa di mia figlia mentre lei era in vacanza (dai 4 ai 6 ore al giorno tra viaggio e il resto, tutti giorni), cercare un commercialista nuovo (processo che si è conclusa diversi mesi più tardi), e vari altri problemi che sono riuscita a risolvere prima della partenza.

Non sono stata ferma per un momento.

La sera prima della mia partenza, la batteria dell mio cellulare si era scaricata e il telefono si era spento mentre parlavo con un'amica. La mattina della partenza (con i mezzi pubblici da casa alla Malpensa, prestissimo al mattino) non riuscivo ad accendere il telefono.

Non era completamente carica; pensavo di aver abbastanza batteria per mandare due messaggi! Invece niente. Ho provato 5 or 6 volte (stranamente, avevo messo in borsa la tesserina della SIM con il PUK) a resettare il PIN (che la SIM non accettava). Ho anche chiamato l'assistenza del mio gestore, e mi è stato detto che sicuramente la SIM era guasta.

Immaginate cosa ho provato quando mi sono resa conto che dovevo partire per un viaggio intercontinentale senza cellulare!

Abbiamo corso fino al gate e siamo partiti. Nel bagaglio a mano, avevo del lavoro da fare e il computer della mia amica, quindi dopo pranzo, mi sono preparato per lavorare.

Ma il computer non si è acceso. Doveva essere carica, ma non dava segni di vita.

Amareggiata, l'ho risistemato dentro lo zaino cercando di non abbandonarmi al panico. Dopotutto, potevo riscaricare il lavoro in questione dalla mia posta elettronica è completarlo il giorno dopo il mio arrivo a destinazione. Non avevo perso niente, ma che frustrazione!

Perché?

Lo confesso, a questo punto, me lo sono chiesto.

Il primo giorno di permanenza a casa dei miei genitori, dopo la colazione, ho preso una bella tazza di caffè americano e mi sono insediata alla scrivania di mia mamma a monopolizzare il suo computer per finire il mio lavoro. Infatti, quello è stato il mio modus operandi per quasi una settimana. Le mie ferie sarebbero iniziato ad agosto inoltrato, e avevo parecchie cose da fare.

Improvvisamente, l'internet faceva capricci. Non si poteva scaricare più nulla. E ho scoperto che la connessione "illimitata" di cui tutti si vantavano non era affatto senza limiti. Eravamo in modalità emergenza. A ripensarci, mi sento benedetta che non l'hanno bloccata del tutto!

E soltanto a questo punto - dopo tutti questi intoppi - dopo più di un mese di tempo - che ho pensato che forse non era tutto per caso. Insomma, era troppo strano. Forse Dio lo stava permettendo per un motivo.

Finalmente, mi sono messa in ascolto.

venerdì 21 ottobre 2016

Trasformazione e Problemi

Mentre cerchi di risolvere i tuoi problemi, ricordati che Dio ti vuole aiutare. E' più interessato nel tuo carattere che in qualsiasi altro aspetto della tua vita, e quindi se tu sei effettivamente figlio o figlia di Dio, Lui userà le tue esperienze per trasformarti, rendendoti più simile a Gesù.

Tante cose cattive succedono nel mondo, a persone che non se lo meritano. Altre cose cattive succedono perché in passato sono stati presi cattive decisioni. Dio ci vuole assistere in tutte le nostre situazioni - se noi glielo permettiamo.

Mentre soffri, ricordati che Dio permette la sofferenza per una ragione - portarti ad essere simile a Gesù - ma non avrà successo se tu non rispondi alle circostanze come avrebbe fatto Gesù. Quindi attenzione: non diventare amaro, depresso, cinico. Loda Dio, perché questa azione dona forza.

Non lodare PER i problemi, o i loro effetti. Loda Dio perché Lui è con te nella sofferenza. Ti accompagna, ti consola (anche attraverso altre persone), ti fortifica e ti guarisce.




giovedì 29 settembre 2016

Diventare amico di Dio

Come si fa a diventare amico di qualcuno? Si passa del tempo insieme a parlare. Scoprendo che ci sono interessi comuni, nasce un dialogo che si sviluppa nei mesi (anni) che seguono. Insomma, per definirsi "amici", bisogna conoscersi da un po' di tempo.

Abramo era amico di Dio. Si sono frequentati per 25 anni prima della nascita di Isacco, e parlavano insieme spesso. Metà del libro della Genesi parla di questa relazione stretta, perché Dio aveva uno scopo per la vita di Abramo, e glielo disse all'inizio della loro amicizia. Abramo, poi, ha avuto fiducia che Dio avrebbe mantenuto la parola.

L'esperienza è la chiave. Senza un'esperienza concreta di Dio, facciamo fatica a credere che Dio veramente vuole aiutarci. La parole ci dice di provare a vedere quanto è buono Dio, ed è un consiglio pratico, non solo un esercizio mentale. Dobbiamo decidere di fare qualcosa che ci costringa a mettere in gioco la nostra fede.

Attenzione, pero. Non cercare di fare qualcosa di grande al primo tentativo. Imparare ad essere amico di Dio implica la fiducia in lui. Quindi oggi ti consiglio di fargli una richiesta per qualcosa di piccola che ti serve o che ti farebbe piacere - un parcheggio comodo dopo il lavoro, un oggetto che ti farebbe molto comodo, una telefonata da una persona che non senti da tanto - solo per fare qualche esempio.
Credi che Dio ti esaudirà e poi aspetta a vedere.




venerdì 23 settembre 2016

Giorno 5: La Tua Vita dal Punto di Vista di Dio

La vita non finisce con la morte - dopo c'è l'eternità. Credo questo perché la morte sembra così "innaturale" e suscita disperazione e una forte sensazione di ingiustizia. Specialmente in questo periodo, con il progresso della medicina, non siamo abituati a pensare che la morte potrebbe essere il risultato di una malattia qualsiasi, e anche se possiamo accettare la morte di una persona anziana più facilmente, ma non c'è mai la sensazione che tutto è normale.

Dio ha messo dentro di noi il desiderio dell'eternità.

Con questa visione della vita - cioè, che cominciamo qui a farci le ossa, a capire cosa è importante davvero, per poi continuare a vivere per sempre - la prospettiva cambia drasticamente. Quindi è opportuno che io ti chieda come definisci la vita.

Una battaglia, una gara, una prova o un gioco? In qualche altro modo? Le tue priorità vengono plasmati dalla tua definizione, anche se è al livello inconscio. Se credi che sei fatta per soffrire, ti comporterai di conseguenza. Se credi che il mondo e ingiusto, diventerai scaltro e avrai difficoltà a fidarti del tuo prossimo. Se credi che la vita è un test, ti convincerai che tutto ha importanza, e magari che niente capiti per caso.

Lascia un commento e dimmi come vedi la vita.

mercoledì 21 settembre 2016

Giorno 3: Le Cose Importanti

Non siamo nati per caso. No, Dio ci ama, e quindi ha deciso di crearci. Ha pianificato tutti i dettagli del nostro arrivo in questo mondo e non ha sbagliato niente: ogni caratteristico del nostro corpo, il luogo della nostra nascita, i nostri genitori, e l'epoca in qui viviamo furono scelti da lui per il suo scopo.

Quindi lo scopo generale delle nostre vite è questo: amare Dio e essere disponibile a farci guidare da lui per compiere il suo scopo. Ciò nonostante, ci ha dato il privilegio di scegliere se farne parte attiva nel suo Regno oppure no. Tieni presente, però, che solo tu puoi portare a termine lo scopo della tua vita. Non lo può fare nessun'altro. 

La domanda rimane sullo scopo personale: perché sono sulla terra oggi? Sapere per quale ragione Dio mi ha fatto nascere da significato alla mia vita, mi da speranza e mi aiuta a scegliere le attività di cui mi occuperò. Non mi perderò in cose, anche belle cose, che non mi portano nella direzione del mio scopo, e di conseguenza, la mia vita sarà meno caotica. 

"Un bel ragionamento," potresti rispondere, "ma io devo lavorare per pagare le bollette! Non ho il lusso di cercare me stesso a discapito delle mie responsabilità."

Non è necessario andare in convento o sulla vetta di una montagna per capire. Probabilmente ci sei già vicino in qualche area della tua vita, e comunque Dio usa tutte le nostre esperienze per la sua gloria, se noi glielo permettiamo. Mentre viviamo le nostre vite - con gli impegni di lavoro, famiglia e altro - chiediamo a Dio (preghiamo) di rivelarci cosa aveva in mente per noi.

Un punto d'inizio è di capire quale cose sono al centro della tua vita. Cosa ti appassiona? Cosa c'è alla radice dei tuoi comportamenti? Pensaci, e se non è chiara, prega che Dio te la riveli. Lascia un commento se ti va.

A domani! 

   

lunedì 19 settembre 2016

Giorno 1: Rivelazione

Ricordo a tutti che oggi cominciamo la ricerca della volontà di Dio usando "La Vita con uno Scopo" di Rick Warren.

Lo scopo della vita è rivelata a noi, non deciso da noi, quindi se vogliamo sapere cosa fare con la nostra vita, dobbiamo chiederlo a Dio. Ma non basta. Bisogna chiedere con insistenza, ripetutamente. Dio ce lo dirà quando noi chiediamo con serietà e siamo disposti ad accettare quello che dice lui.

Non è semplice.

Quindi cerchiamo e chiediamo ogni giorno per 40 giorni. La nostra preghiera sarà, "Signore, fammi vedere come vedi la mia vita. Perché mi hai creato in questo tempo, in questo modo?" Piano piano, a partire da oggi, chiederemo con la fiducia che prima o poi Dio parlerà ai nostri cuori.

Forse hai delle perplessità. Scrivi nei commenti e insieme troveremo le risposte.

La prima domanda per me è stato: perché 40 giorni? Non ne bastavano 30? Oppure magari non sono abbastanza, e ce ne vogliono 60. Se torniamo alle scritture, vediamo che 40 giorni è un periodo di tempo che Dio usa per fare grandi trasformazioni nelle vite delle persone. Mosè, Noè, e Davide furono cambiati in periodi di 40 giorni. I discepoli furono trasformati nei 40 giorni che Gesù passò loro dopo la risurrezione e perfino Gesù entrò nel suo potere dopo i 40 giorni nel deserto.

La domanda di riflessione per oggi è: come posso ricordarmi di vivere per Dio? Mi rendo conto che faccio parte di un'opera più grande, ma spesso, sono influenzato dai miei impegni o dai miei desideri. Ho coltivato l'abitudine della preghiera e mi riporta al fatto che Dio è sovrano.

A domani!





domenica 18 settembre 2016

Giorno -1: Preparazione

Nella Bibbia, quando il popolo deve affrontare una battaglia, si prepara attraverso la preghiera e il digiuno, per periodi di tempo che variano dal singolo giorno ad un periodo esteso di 40 giorni.

Guardiamo Giosuè 3, quando Dio sta per condurre Israele contro i loro nemici in modo miracoloso e, attraverso il profeta, chiede al popolo di fare attenzione alla strada perché non sono mai passati da quella parte prima di quel momento.
Versetto 5* dice: E Giosuè disse al popolo, "Santificatevi, perché domani l'Eterno farà meraviglie in mezzo a voi." Sono chiamati a purificarsi, chiedere perdono per i loro peccati e rimettersi in linea con Dio.

In 2 Cronache 20, a causa di una guerra imminente, il re proclama un periodo di digiuno e preghiera per chiedere l'intervento di Dio. Alla fine, e non sappiamo quanto tempo è veramente passato, Dio comunica che la battaglia è la Sua e loro devono solo presentarsi.
Versetto 17* dice: "Non sarete voi a combattere in questa battagli; prendete posizione, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno, che è con voi, O Giuda, O Gerusalemme, non temete e non sgomentatevi. Domani uscite contro di loro, perché l'Eterno è con voi."

Quindi, anche noi dobbiamo preparaci: teniamo presente che la santificazione è uno stile di vita. Oggi ci siamo santificati, e dobbiamo ricordare di mantenere questo atteggiamento tutti i giorni, da ora in poi.

*In questo articolo, i passaggi biblici sono di BibleGateway.com

sabato 17 settembre 2016

40 Giorni di Novità

Questo autunno, la mia chiesa ha programmato un evento speciale per cercare la volontà di Dio. Per 40 giorni consecutivi, leggeremo un libro, ci alterneremo nel digiuno, e ci incontreremo alla sera per condividere i nostri pensieri e pregare insieme.

Io vorrei estendere l'invito anche a voi, i miei 5 lettori.:-)
Dai che sarà interessante!

Forse, però, alla fine capiremo anche qualcosa di importante. Il libro che leggeremo insieme è La Vita Con Uno Scopo di Rick Warren. Organizzato in 40 capitoli brevi, fu scritto per essere uno strumento di studio individuale o collettivo. Pastore Warren propone che Dio ci ha fatto tutti con uno scopo preciso in mente, e che Lui ha piacere di rivelarlo a noi.

Abbiamo dei propositi come esseri umani, per esempio, portare l'immagine di Dio, ma ognuno di noi ha anche una chiamate personale. Insieme, scopriremo e discuteremo del contenuto del libro, e confidiamo che Dio ci riveli qualcosa di nuovo, per noi stessi o per la chiesa, durante questo tempo.

giovedì 2 giugno 2016

Le Scarpe Adatte

Camminavo in giardino l'altro giorno e ho sentito che Dio mi suggeriva di togliere le scarpe e camminare a piedi nudi sull'erba. Sentivo l'erba calda sotto il sole, e nell'ombra sotto gli alberi, sentivo l'erba fresca e leggermente umida perché era piovuto presto quella mattina. Il muschio soffice mi faceva tornare in mente gli anni che ho passato qui da bambina. Infatti, questo giardino ha alberi secolari e un prato curato, e amavo uscire a giocare a piedi nudi.

Guardavo attentamente il terreno davanti a me per evitare alcuni punti di terriccio sofficissimo, ma spoglio e bagnato, e stavo attenta quando attraversavo il vialetto di ghiaia. Mentre camminavo, cominciavo a notare pezzi di rami e gusci di noci che erano sparsi un po' dovunque nel giardino, caduti con la pioggia e il vento.

Protezione e sensibilità

Il mio primo pensiero era che i nostri cuori devono essere scoperti e capaci di sentire tutto: abbastanza morbidi per capire cosa Dio vuole dirci o per discernere cosa succede intorno a noi. Un cuore disponibile riesce a capire lo stato d'animo delle persone, e capta la rivelazione dallo Spirito. 

Dall'altro canto, anche la protezione è importante. Mentre rimaniamo trasparente e umile per permettere al Signore di entrare, senza resistere alla Sua correzione e insegnamento, credo che non possiamo sempre stare con il cuore aperto. Ci dobbiamo proteggere dal mondo esterno - oppure dobbiamo seguire le indicazioni di Dio per proteggerci.

Il passaggio sull'armatura cristiana mi è venuta in mente: i calzari di Efesini 6:15 (mettete come calzatura ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace). Alcune traduzioni dicono preparazione invece di zelo. Ho capito che lo studio della Parola ci prepara e ci protegge dai pericoli del cammino, e la nostra preparazione ci proteggerà se "calpestiamo" qualcosa che punge o taglia.

Invece, riguardo al discernimento, dobbiamo "sentire" la strada come se portassimo i mocassini con le suole di pelle sottilissima. Quindi, la Parola ci protegge ma ci permette anche la sensibilità necessaria per il seguire la guida dello Spirito.

Anfibi o scarpe da corsa?

Ovviamente un soldato non può combattere se deve guardare il terreno per non ferire i suoi piedi. Senza una calzatura adeguata, non è idoneo alla battaglia. E non dimentichiamo che in vari punti del Nuovo Testamento, Paolo paragona la vita del Cristiano ad una gara. Ci vogliono le scarpe adatte anche per la corsa. 

Quindi, lo studio della Bibbia deve diventare una priorità per prepararci, proteggerci ed aiutarci a capire cosa fare in ogni situazione.

mercoledì 18 maggio 2016

La Verità sul Perdono


Ho incontrato una donna che non parla con sua sorella da anni perché litigarono per l'eredità quando morì loro padre. Mi ha detto che la rattristava non sentire più la sorella, ma non c'era nulla da fare. Ormai ....

Subire un torto è davvero brutto, ma ricordarselo per anni è ancora peggio. Come un movimento falso ci procura un dolore acuto per molti giorni dopo l'evento iniziale, la mancanza di perdono non permette la guarigione interiore di una ferita, e quindi i torti che subiamo ci possono fare del male per anni.

Un piccolo gesto, una telefonata, per dire "mi dispiace" è veramente così umiliante?
Accettare le scuse di una persona significa che alla fine non è successo niente?


Quizzettino: vero o falso?

Il perdono è una delle chiavi per entrare nella vita eterna, ed è anche uno dei più incompresi. Prova a rispondere a queste sei domande e vedi se comprendi il concetto del perdono secondo la Bibbia.

1. Perdonare significa dimenticare il torto subito, e fare finta che il torto non sia mai successo.

2. Perdonare significa rinunciare ai tuoi diritti nei confronti di persone che ti hanno fatto del male.

3. Se non perdoni, Dio non perdona te.

4. Dio perdona tutti, a prescindere del peccato che hanno commesso.

5. Occorre fare penitenza per essere perdonato da Dio.

6. Perdonare ci libera dagli effetti del nostro passato.

Le risposte

1.  Falso.
Quando Gesù era sulla croce, la sua preghiera era "Padre, perdona loro perché non sanno ciò che fanno". Non ha negato di aver subito delle ingiustizie, e non faceva finta che questi torti non lo facessero soffrire. Al contrario, Gesù era amareggiato alla fine.
Possiamo perdonare gli altri con questo spirito - senza negare che ci hanno fatto del male - perché quelle persone non possono sapere quanto male ci hanno fatto davvero.

2. Falso.
Dio ha lasciato la legge per aiutarci a gestire i nostri rapporti interpersonali, e se qualcuno calpesta i nostri diritti, possiamo applicare la legge e ottenere giustizia. In più, Dio vuole il bene dei suoi figli e delle persone più deboli, quindi lui stesso ci incoraggia a chiedere la sua protezione. Quando perdoniamo, Dio ci aiuta e ci guarisce.

3. Vero.
La preghiera più famosa di Gesù, il "Padre Nostro" dice così: Rimettici i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. In un altra scrittura, i fedeli vengono comandati di riconciliarsi con i fratelli prima di fare la comunione (la Santa Cena) e anche prima di portare l'offerta al tempio. In altre parole, se non perdoni chi ti ha fatto del male, rischi di finire all'inferno anche se sei stato battezzato e conduci una vita esemplare dal punto di visto dottrinale.

4. Dipende.
Dio perdona la persona a prescindere del peccato che ha commesso solo a determinate condizioni. Quello più importante è aver accettato Gesù come il proprio Signore. Questa frase suona un po' arcaico nella nostra epoca, ma significa in pratica di aver capito di aver bisogno di lui e di cominciare a riconoscere di essere un peccatore. Un'altra condizione per ricevere il perdono di Dio è di chiedere. Non fare l'errore di pensare che il perdono è automatico.

5. Falso.
La penitenza è un sacrificio per l'espiazione, e non siamo in grado di fare abbastanza da cancellare i nostril peccati senza Gesù. Il suo sacrificio è l'unico che vale per i nostri peccati, ed è sufficiente. Non possiamo aggiungere nulla da noi stessi.
Quello che serve è il nostro ravvedimento, ovvero di ammettere che avevamo sbagliato e di cambiare il nostro modo di pensare e agire.

6. Vero.
La mancanza di perdono blocca la nostra guarigione fisica, emotive e spirituale. Rimaniamo legati finchè non decidiamo di lasciare il campo all'azione guaritrice di Dio. Alla fine, potremo ricordare ciò che ci è successo senza che questo ci faccia stare male.


Cristo è Libertà

Il perdono ci libera dal passato, e da a Dio l'apertura di agire nelle nostre vite. Libera la guarigione dei nostri corpi e le nostre menti. Spiritualmente, impariamo che Dio è dalla nostra parte. Ci ama e vuole il meglio per noi. Il perdono toglie gli impedimenti fra noi e la vita eterna.

mercoledì 24 giugno 2015

Abbondanza, riposo e sicurezza in 6 versetti

1 Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.
2 Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,
mi guida lungo le acque calme.
3 Egli mi ristora l'anima,
mi conduce per sentieri di giustizia,
per amore del suo nome.
4 Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte,
io non temerei alcun male,
perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.
5 Per me tu imbandisci la tavola,
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo;
la mia coppa trabocca.
6 Certo, beni e bontà m'accompagneranno
tutti i giorni della mia vita;
e io abiterò nella casa del SIGNORE
per lunghi giorni.



Questo è il Salmo 23, senz'altro uno dei brani più famosi al mondo, ma forse il linguaggio è un po' all'antico. Ecco una mia interpretazione senza i numeri dei versetti. 

Il Signore è il mio "pastore", quindi si prende cura di me. Non mi fa mancare nulla. Mi porta in posti tranquilli per riposarmi e fa in modo che ho quello che mi serve per vivere. Mi ristora l'anima - mi da la pace, cura i miei mali e mi consola. Mi porta dove c'è giustizia, perché io gli appartengo. 
Anche se sono in situazioni brutte o spaventose, non devo aver paura perché non sono sola. Ho Gesù che mi suggerisce e mi corregge, e questo mi da sicurezza. Se seguo lui, sono certa che mi proteggerà da ogni pericolo. 
Prepara l'abbondanza di vita per me - non ha limiti. Me lo promette sotto gli occhi dei miei nemici. Mi benedice (l'olio è un simbolo), e ho più di quello che mi serve.
Certamente, io vivrò con beni e bontà per tutti i giorni della mia vita, e avrò una relazione con il Signore per l'eternità.

Abbondanza, riposo e sicurezza: sono promesse che Dio fa a coloro che decidano di credere.  

martedì 16 giugno 2015

La cassetta degli attrezzi: la Bibbia

Attrezzi, materiali, equipaggiamento: ogni professionista ha degli strumenti che usa per fare il suo lavoro. Per esempio, i carpentieri e i pescatori normalmente portano in giro una "cassetti degli attrezzi" che contiene le cose che servono a loro per costruire o per prendere i pesci. Dovunque vanno, sono sicuri di avere sempre a disposizione il necessario per far fronte a qualsiasi situazione.

Come le professioni, anche le religioni hanno diverse materiali di rifermento, libri, e rituali a cui fanno riferimento. L'oggetto principale per i cristiani e un libro che contiene una collezione di scritti diversi.

La Bibbia

Crediamo che questo sia la parola di Dio, e spesso i credenti usano proprio quella frase quando ne parlano. Fu scritto in un arco di tempo di più di 1500 anni da più di 40 persone diverse, e i testi originali (quelli che si credono veramente ispirati) furono scritti in 3 lingue diverse.

Le traduzioni, invece, non sono da considerare come direttamente ispirati da Dio, e quindi è consigliabile usare più versioni della Bibbia, anche in lingue diverse, per capire il senso del testo. Fino all'invenzione della stampa a caratteri mobili, che rese possibile la produzione di Bibbie in molte lingue, i testi (anche chiamati "Scritture") furono copiati a mano su lunghi rotoli di papiro o pergamena.


1929 King James Bible
Photo courtesy of King James Bible Online

Cosa serve?

Dio ci ha lasciato la Bibbia per permetterci di conoscerlo, e questo ci apre la porta alla vita eterna. Il primo comandamento per i cristiani è di amare Dio, quindi è necessario sapere chi è, come agisce, e cosa pensa.
Questo "libro" contiene una biblioteca di 66 libri (o più, a secondo delle versioni) che raccontano la creazione della terra, l'evoluzione della legge, la storia del popolo prescelto da Dio, e il piano di Dio per l'umanità. In questo libro, leggiamo di Gesù, gli apostoli e la nascita della chiesa.

Credere che la Bibbia sia la Parola di Dio non è facoltativo per i seguaci di Gesù Cristo. Difatti, lui stesso citò le Sacre Scritture per ricordare le profezie che lo riguardavano e per motivare le sue regole di vita e insegnamenti. Ciò nonostante, molte persone oggi - che comunque dicono di credere in Dio e Gesù - mettono in dubbio il carattere spirituale del testo, oppure pensano che sia troppo all'antico, non più attendibile per la vita nei tempi moderni.

Vivere secondo la Parola non è facile, anche perché non si tratta di semplicemente "seguire le regole". Il Cristianesimo non è una lista di regole: è una relazione con una Persona Divina, e questo implica un dialogo tra Dio e il credente.

Come si legge?

Nell'antichità, quando il testo fu scritto sui rotoli, era difficile e laborioso trovare i brani individuali, quindi nel 13° secolo hanno cominciato a dividere i libri in capitoli e versetti, un metodo che usiamo ancora oggi. La notazione biblica, una combinazione che contene il nome del libro (ci sono anche abbreviazioni) seguito dal capitolo e il versetto, rende facile trovare i singoli versetti, ognuno numerato all'interno del testo.
Come esempio, il versetto subito sotto, che si trova nel Vangelo di Giovanni al capitolo 17, versetto 3, è identificato così: Giovanni 17:3.

"Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo."

La lettura

Il Vangelo di Giovanni è un'ottimo punto di partenza per far conoscenza con la Bibbia, e con Dio. Questo libro racconta una parte della storia di Gesù, il suo operato, e la sua crocifissione. Le persone che amano le poesie potrebbero iniziare dai Salmi, una collezione di 150 testi brevi che contengono la portata complete dell'emozioni umane: gioia, dolore, disperazione, rabbia, fiducia, speranza e altro. Altri potrebbero voler andare subito al nocciolo del messaggio di Gesù, e quindi potrebbero iniziare dal brano di Matteo 5-7, che racconta una delle sue prediche più famosi. 

Storia, legge e profezia sono alcuni tipi di argomenti che tratta la Bibbia, e come stili letterari si trovano le poesie, le lettere e i proverbi. Alcune brani vanno presi alla lettera ma altre sono chiaramente metafore, quindi è necessaria una lettura frequente di questo libro per riuscire a cominciare a capire, e in questo modo, saremo sicuri di avere a disposizione le conoscenze per gestire le situazioni.

Però, c'è un aiuto per chi si trova in difficoltà nella lettura o lo studio - l'Autore è sempre presente per svelare il significato nascosto del brano in questione. Questo ci porta ad un secondo "arnese" nella nostra cassetta degli attrezzi: la preghiera. Infatti, il nostro Dio ama comunicare con noi.



giovedì 26 febbraio 2015

Riposo: il comandamento ignorato


Se ti chiedo come stai, potresti rispondere "stancamente bene". Ormai, sembra che dormire (o solo riposare) e un lusso oppure una vergogna. Bisogna essere sempre in pista, indaffarati, svegli e pronti per scattare.

Dio non ci ordina di vivere come se non dovessimo mai fermarci; anzi, ci comanda di osservare un giorno di riposo. Ha creato gli esseri viventi con il bisogno di dormire per motivi fisiologici, e il bisogno di "staccare" per rimanere sani di mente. Non possiamo lavorare in continuazione e mantenere la salute! Dio ha preso il settimo giorno come pausa dal suo lavoro per insegnarci questo principio, e lo ha persino incluso nei Dieci Comandamenti.

Come gli altri comandamenti, anche questo è ancora valido per noi. E' fondamentale che non sia solo una pausa dal lavoro in ufficio per fare i lavori di casa. In Esodo 20:8-11, ci dice che noi e le nostre famiglie (e dipendenti e animali) dovremo lavorare solo sei giorni, e poi riposare il settimo, perché quel giorno lo ha fatto speciale per noi.

Il giorno del riposo è da condividere con la famiglia e gli amici mentre si fanno passeggiate, giochi o altri passatempi piacevoli. Rilassarsi, parlare insieme, dormire o leggere sono tutte attività che fanno bene allo spirito e al corpo. Certamente, possiamo anche andare in chiesa oppure pregare, perché questo tipo di riposo ci porta più vicini a Dio, ma dovrebbe essere un piacere e una fonte di benessere.

Dio ha dichiarato il giorno di riposo sacro, che vuol dire purificato oppure messo da parte. Quel giorno è stato messo da parte per il nostro bene fisico, emotivo e spirituale. E' una manifestazione dell'amore di Dio per noi.

Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero? 


sabato 7 febbraio 2015

La Via

Tutti cercano un modo di essere felice e sereno.

Tutte le religioni al mondo offrono una loro "via", indicando un percorso per ottenere la pace interiore o la vita eterna, promettendo il paradiso, la felicità, e a volte la prosperità, e in ogni caso, offrendo una filosofia di vita.

Gesù ha detto di essere la via, la vita e la verità*, una frase un po' criptica per dire che se lui diventa il nostro modello di vita, avremo una visione più chiara.

Quindi, Gesù sarebbe la via.... 
Per dove? E perché dovremo seguirlo? Che benefici avremo?

Per avere delle risposte a queste domande difficili, è necessario scoprire cosa significa essere un "cristiano". Molte persone pensano che si tratti di un'insieme di regole da seguire, con tanta fatica, ma invece è veramente uno stile di vita.

Il termine "stile di vita" viene definito come "il modo di interpretare noi stessi al interno della realtà in cui siamo inseriti". Include gli atteggiamenti, le reazioni ai fattori sociali, gli interessi, le opinioni e i comportamenti di una persona, un gruppo o una cultura.**

Si impara lo stile di vita cristiano gradualmente perché bisogna valutare bene ogni cambiamento. Scegliamo uno dei nostri problemi quotidiani, e vediamo che tipo di aiuto ci promette Gesù.

***
Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà.
Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. 
Giovanni 14:27

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero. 
Matteo 11:28-30
***

"Il riposo di Dio" NON è la morte.

Un'importante difficoltà dei nostri tempi è la mancanza di riposo fisico e psicologico. Siamo stanchi perché in tutte le aree delle nostre vite, dobbiamo affrontare le preoccupazioni e la fatica. Gesù dice che ci ristorerà e che ci darà la pace vera. Aver fiducia in lui e conoscere le sue promesse ci rincuora durante i tempi difficili.  

In più, il riposo fisico facilita la forza mentale. Possiamo ricuperare attraverso il concetto del "giorno di riposo", e non è importante che sia proprio la domenica. La cosa vitale è che prendiamo una giornata per staccare dalle nostre attività quotidiane.

Quando Dio dice di riposare, significa veramente dormire, pregare, stare tranquilli, e trovare il tempo per la famiglia e gli amici. Ha creato il mondo con questo bisogno particolare: le sue creature hanno bisogno di dormire e coltivare delle relazioni per sopravvivere. Non si può lavorare in continuazione e mantenere la salute, e stare da soli non è il massimo. Dio voleva insegnare questo principio, e quindi lo mise in pratica subito dopo che ebbe finito la creazione, nel settimo giorno.

Una persona riposata è più forte: il corpo pronto all'azione, la mente lucida, le emozioni calme, e lo spirito ben disposto ad affrontare la vita. Gesù ci indica questo tipo di riposo per vivere meglio.


*Giovanni 14:6
** http://it.wikipedia.org/wiki/Stile_di_vita

martedì 1 luglio 2014

Ci vuole un piano

Senza un itinerario, il viaggio è incerto. Non si riesce a capire la rotta e i tempi di viaggio, e se non si stabilisce una meta chiara, non si sa quando il viaggio finisce. Nella vita, non basta la sola esistenza o la sopravvivenza: si rischia di non combinare niente o di fermarsi troppo presto. Spesso, abbiamo la sensazione di aver lasciato delle cose incompiute perché non abbiamo mai riflettuto su come concretizzarli. Equivale ad essere alla deriva in balia del vento.

Dio promette tante cose alle persone che decidono di seguirlo (Deuteronomio 28:1-14). Promette di non abbandonarci (Giosuè 1:9), di guarirci se ritorniamo a lui (2 Cronache 7:14) e di benedirci con tutto ciò che ci serve (2 Corinzi 9:8). Ha mandato Gesù a morire per i nostri peccati, e questo ci permette di passare l'eternità con lui (Giovanni 3:16). Alla fine della Bibbia, Dio ci lascia con una serie di promesse per quelli che vincono (Apocalisse 2:7, 11, 17, 26-28; 3:5, 12, 21).

Dio è la guida perfetta per la nostra vita: lui ci da gli strumenti per navigare e ci riempie le vele. Noi invece dobbiamo metterci l'impegno di salpare e navigare.

mercoledì 18 giugno 2014

L' opportunità bussa ... e poi?

A volte succede. Una possibilità si manifesta, e siamo pronti a rispondere.

Altre volte sembra che manchi qualcosa - conoscenze, tempo, energia o risorse - e non saremo in grado di approfittarne. In poche parole, non possiamo rispondere se non siamo preparati. Non posso fare una torta se mi manca lo zucchero, e non riesco ad accettare un lavoro se ho un impegno precedente.

Il secondo dilemma è sapere aspettare l'opportunità giusta - oppure il momento giusto per mettersi in gioco con l'opportunità giusta. Sappiamo cosa fare e abbiamo risorse adeguate per procedere, ma qualcosa non va. Nello stesso modo in cui è buono aspettare la primavera per piantare i pomodori, qualche volta dobbiamo aspettare le condizioni giuste per agire.

In terzo luogo, ci sono atteggiamenti che bloccano le opportunità: prevalentemente la paura e la procrastinazione. Il successo implica sia il rischio sia il duro lavoro, e essere creature di abitudine ci protegge da entrambi. Vuoi avviare un'attività? Informati sui diversi aspetti, fai i tuoi calcoli, poi decidi e lavora per arrivare al risultato. Desideri imparare qualcosa di nuovo? Inizia il tuo percorso di formazione con la convinzione di riuscire invece della paura di non farcela. Sprechiamo troppo tempo a rimandare le cose per diversi motivi.

Di tanto in tanto, ho avuto il presentimento che "il tempo stava per scadere" ed è successo proprio così. Le opportunità non durano in eterno - non aspettano che noi siamo pronti. Spesso, sono come finestre che aprono per un tempo limitatissimo.

In tutta questa incertezza, Dio dove rimane? Lui crea le opportunità, e vuole che decidiamo di agire quando siamo certe della Sua volontà e la Sua approvazione. Invece, spesso vogliamo il Suo "aiuto" prima che cominciamo il progetto e durante (in altre parole, vogliamo che Lui faccia le cose al nostro posto).

L'immagine migliore di questo è Mosè in piedi davanti al Mar Rosso con gli Israeliti mentre gli Egiziani stanno arrivando al galoppo.  

13 E Mosè disse al popolo: «Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi per voi; infatti gli Egiziani che avete visti quest’oggi, non li rivedrete mai più. 14 Il Signore combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli».

15 Il Signore disse a Mosè: «Perché gridi a me? Di’ ai figli d’Israele che si mettano in marcia. 
16 Alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo; e i figli d’Israele entreranno in mezzo al mare sulla terra asciutta

Esodo 14:13-16 (NR2006)

Come Mosè, spesso stiamo fermi aspettando che intervenga la mano potente di Dio, ma se fossimo in ascolto, Lo sentiremo dire "non aspettare più, alzati e cammina". 

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